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Perché continuo a scegliere persone che mi fanno soffrire? a Brescia

Perché continuo a scegliere persone che mi fanno soffrire?
Quando il passato influenza le relazioni del presente

“Tutti mi dicono che dovrei lasciarlo.”

“Anch’io so che questa relazione mi fa stare male. Eppure ogni volta che provo ad allontanarmi sento un vuoto enorme e finisco per tornare indietro.”

Molte persone arrivano in terapia con una domanda dolorosa:

“Perché continuo a scegliere persone che mi fanno soffrire?”

La risposta, nella maggior parte dei casi, non è perché siano deboli, ingenue o incapaci di amare.

Molto spesso la risposta si trova nella storia delle prime relazioni.

Il nostro cervello non cerca semplicemente ciò che ci rende felici.

Cerca soprattutto ciò che gli è familiare.

Questo significa che il modo in cui abbiamo imparato a sentirci amati, visti e protetti durante l’infanzia può influenzare profondamente il modo in cui vivremo le relazioni da adulti.

Se crescere ha significato ricevere affetto in modo imprevedibile, sentirsi accolti solo a certe condizioni o dover rinunciare ai propri bisogni per mantenere il legame con una figura importante, il sistema nervoso può imparare ad associare l’amore alla fatica, all’incertezza o alla paura di perdere l’altro.

Non scegliamo consapevolmente la sofferenza.

Piuttosto, tendiamo a muoverci all’interno di modelli relazionali che il nostro sistema nervoso riconosce come conosciuti.

Il problema non è soltanto chi scegliamo. È anche chi sentiamo di poter essere all’interno di quella relazione.

Questa frase apre il tema delle parti di sé che si attivano nelle relazioni: la parte che teme l’abbandono, quella che si adatta continuamente, quella che sente di dover meritare l’amore, quella che rinuncia ai propri bisogni per non perdere il legame.

La psicoterapia non insegna a “scegliere la persona giusta” con una formula. Aiuta piuttosto a comprendere i modelli relazionali costruiti nel corso della propria storia, a riconoscere ciò che appartiene al passato e ciò che appartiene al presente e, gradualmente, a sentirsi liberi di costruire relazioni nelle quali non sia necessario rinunciare a sé stessi per sentirsi amati.

Forse la domanda non è soltanto “Perché continuo a scegliere persone che mi fanno soffrire?”.

Forse la domanda è anche: “Che cosa ho imparato, nella mia storia, sull’amore e su ciò che credo di meritare?”


Articolo a cura della dottoressa
Alessandra Zomparelli
Psicologa e Psicoterapeuta a Brescia

Dott.ssa Alessandra Zomparelli
Psicologa e Psicoterapeuta a Brescia
Iscritta all’Albo Professionale degli Psicologi della regione Lombardia n. 5620 dal 17/05/2000
Laurea in Psicologia Clinica

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